Colle Madonna del Ghisallo - Tour: 4 ore

Colle Madonna del Ghisallo

Il Colle del Ghisallo è un valico stradale che collega la Valassina con la parte alta del Triangolo Lariano. Il punto di valico, a quota 754 m s.l.m., fa parte del comune di Magreglio. A pochi metri dal valico si trova una piccola chiesa: il santuario della Madonna del Ghisallo.

Il suo nome (secondo un'antica leggenda) deriva da un certo Ghisallo, il quale in epoca medievale in quel luogo fu assalito dai briganti e fece voto alla Madonna di costruire una chiesa in suo onore se fosse scampato.

La salita del Ghisallo (dal versante nord) viene tradizionalmente percorsa dal Giro di Lombardia ed è anche stata più volte inserita nel tracciato del Giro d'Italia. Per questo motivo la Madonna del Ghisallo è particolarmente venerata dai ciclisti, e su iniziativa dell'allora parroco don Ermelindo Viganò (1906–1985), nel 1949 il papa Pio XII la proclamò patrona universale dei ciclisti. Nell'occasione una fiaccola votiva, benedetta dal papa, fu portata da Roma al santuario da una staffetta di ciclisti; gli ultimi due tedofori furono Bartali e Coppi. A fianco del santuario sorge il Museo del ciclismo; nel piazzale antistante c'è la statua di due grandi ciclisti: Coppi e Bartali; nel 2011 vi è stato posto anche il busto di Binda. Si può salire al santuario da due versanti.

Quando parlano di "Ghisallo" o "Madonna del Ghisallo" i ciclisti intendono quasi sempre la strada che sale da Bellagio (versante nord), che presenta la salita più impegnativa. In alternativa il versante opposto (versante sud), raggiunge Magreglio da Erba attraverso Canzo ed Asso salendo molto più dolcemente, e presentando difficoltà significative (pendenza fino al 10%) solo nell'ultimo chilometro e mezzo. I tratti di salita presentano una pendenza abbastanza costante con una media poco inferiore al 9% e punte fino al 14%, la pendenza media è del 5.5% circa. Vi sono molti tornanti specie nel tratto finale e la strada è quasi tutta immersa nel bosco.

Da molti decenni vi è tra i campioni del ciclismo (soprattutto italiani, ma non solo) l'usanza di donare propri cimeli al Santuario del Ghisallo: tra questi vi sono ad esempio le biciclette usate da Bartali, Coppi e Merckx nelle loro vittorie al Tour de France, la bici speciale usata da Moser per il record dell'ora, e diverse maglie rosa, gialle ed iridate. Negli anni novanta questi cimeli erano ormai tanto numerosi da non trovare più posto nella piccola chiesetta: è stato perciò ideato il progetto di un Museo del ciclismo, da erigere a fianco del santuario.

A presiedere il comitato per la realizzazione del museo è stato chiamato Fiorenzo Magni. Il museo è stato inaugurato il 14 ottobre 2006, in occasione del Giro di Lombardia, con una cerimonia alla quale hanno partecipato diversi campioni del presente e del passato. Il museo si sviluppa su tre piani e comprende anche una raccolta multimediale di materiale sul ciclismo.

I cimeli più importanti continuano comunque ad essere esposti nella chiesa del santuario. All'interno del museo è esposta la più grande collezione di maglie rosa al mondo grazie al progetto Giro for Ghisallo, che ha permesso di recuperare ed esporre nella sala principale più di 50 maglie rosa originali, dagli anni '30 ad oggi.